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Il ju jitsu brasiliano o brazilian ju jitsu o brazilian jujutsu (BJJ) č una disciplina che studia la lotta a terra e che deriva dal judo e dal ju jitsu giapponese. E' stato reso famoso, insieme alla sua forma pių estrema, il vale tudo, da Royce Gracie nelle prime edizioni dell' Ultimate Fighting Championship (torneo di vale tudo di fama mondiale) agli inizi degli anni '90.

La storia

Il Jiu Jitsu Brasiliano è un arte marziale nata in Brasile grazie alla venuta, nei primi anni del secolo, del console giapponese Mitsuyo Maeda, conosciuto anche con l'appellativo di "Conte Koma", il quale, dopo aver dimostrato nel corso dei sui viaggi le tecniche del judo stile kodokan (ossia il judo praticato dalla prima scuola del fondatore Jigoro Kano), di cui era un particolare esperto nella lotta al suolo, fondò un dojo dove il giovanissimo Carlos Gracie, figlio di Gastao, facoltoso uomo d'affari, divenne uno dei suoi migliori studenti. Fratello minore di Carlos era l'ormai leggendario Helio, tutt'ora vivente, il quale disputò decine di incontri leggendari (su tutti la sfida contro il campione di lotta Waldemar Santana e uno dei più forti judoka di tutti i tempi, Masahiko Kimura) che dimostrarono al mondo come la tecnica sopraffina del jiu jitsu poteva portare al successo nei combattimenti anche una persona gracile quale era appunto Helio Gracie. Negli anni '80 del XX secolo esponenti di spicco della famiglia Gracie emigrarono negli USA e lì organizzarono dei tornei interstile, nei quali sfidarono i combattenti di altri sistemi. Il programma televisivo che veicolava questi sfide a torneo ebbe successo e dagli USA il neonato movimento degli scontri senza (quasi) regole, detto Vale Tudo (dal brasiliano "vale tutto"), del famosissimo Ultimate Fighting Contest di Los Angeles tenutosi per la prima volta nel 1993, mostrò al mondo la tremenda efficacia del Brazilian Jiu-Jitsu, che dominò apertamente gli altri metodi. Il campione della famiglia Gracie che doveva rappresentare lo stile di lotta era Royce, uno dei figli di Helio: egli riusci a dominare, mostrando grande abilità, tutti i lottatori del torneo, compresi quelli più forti fisicamente e di gran lunga più pesanti. Royce Gracie, con i sui 80 kg, finalizzò (fece arrendere) i suoi temibili avversari per leva, strangolamento, chiavi articolari, pressioni dolorose e altre tecniche di rara efficacia in altre discipline. Fu un successo clamoroso, che fece conoscere al mondo quello che ormai era definito più genericamente "jiu jitsu brasiliano" piuttosto che "Gracie Jiu Jitsu", a onorare il paese che ha sviluppato l'"arte suave" così grandemente. La grande celebrità innescata dalla forza dei mass-media americani rese dunque il BJJ uno sport famoso in tutto il mondo e da quell'epoca il suo diffondersi è aumentato in maniera esponenziale. Oggi il movimento internazionale del BJJ è infatti in costante crescita, sia come sport amatoriale in sé (dove le percussioni sono vietate) sia come elemento fondamentale della preparazione dei combattenti di MMA (mixed martial arts), sport di massimo contatto derivato dagli originari Vale Tudo brasiliani che hanno raggiunto la massima fama con l' International Vale Tudo Championship.

La tecnica

In realtà, il jiu jitsu brasiliano, a dispetto di ciò che pensano in molti, non è molto distante dal judo che tutti conoscono. La concreta differenza, più che sul piano tecnico, sta nel metodo e nella strategia: laddove, infatti, il judo, per via del regolamento che prevede la vittoria attraverso l'ippon (proiezione perfetta o bloccaggio al suolo poer venti secondi o ancora per resa) enfatizza maggiormente il combattimento in piedi, in posizione eretta. Nel BJJ, invece, non essendo prevista la sconfitta per proiezione, ma solo, in tal caso, il vantaggio di due punti per l'avversario, il combattimento si trova inevitabilmente a proseguire per la maggiorparte del tempo al suolo, ove non è previsto alcun limite in caso di inattività per pochi secondi come invece avviene nel judo. Per questo, il BJJ si trova ad esaltare gli scambi di lotta a terra, dove la posizione "di guardia", con l'avversario tenuto in mezzo alle proprie gambe stando sdraiati sulla schiena, è divenuta una delle caratteristiche principali dello stile, più volte punto di partenza per leve, strangolamenti e ribaltamenti di posizione. Posizioni più spesso utilizzate, altre ai bloccaggi classici tipici anche del judo, quali la monta a cavallo (qui chiamata "montada") o la presa a croce, petto su petto dell'avversario (la "cruzada") sono la "monta a cavallo da dietro", più conosciuta come "back mount", eccezionale per strangolare, e la guardia "a farfalla", con i piedi tra le gambe dell'avversario inginocchiato di fronte, ottima per realizzare ribaltamenti e portare l'opponente in posizione svantaggiosa. Tra le altre posizioni tipiche si ricordano: guardia con il controllo delle braccia con le gambe (Spider Guard), mezza guardia, guardia Del La Riva, Rubber Guard: da esse, come detto, possono essere effettuate una serie innumerevole di finalizzazioni, leve strangolamenti in grado di contrastare la forza fisica di avversari anche molto più pesanti.


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